
“Vi aspettiamo numerosi”, recitava l’invito della Comunità locale di Pirano e i piranesi non se lo sono fatto dire due volte, vista la sala piena delle Gallerie costiere che hanno ospitato l’incontro del sindaco Andrej Korenika e di alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale con i residenti della località costiera.
Ad aprire la riunione il primo cittadino, che ha presentato velocemente i lavori di risanamento ed implementazione delle infrastrutture cittadine svolti sotto la sua guida, il progetto di edilizia sociale che sino ad ora ha fornito una decina di appartamenti a famiglie in difficoltà e una serie di altre iniziative in corso che dovrebbero concludersi entro la fine del suo mandato.
Ai cittadini sono state fornite anche indicazioni chiare su come e quando chiedere l’intervento degli ispettori e della polizia in caso di schiamazzi e rumori notturni ed è inoltre stato descritto a grandi linee il progetto per la costruzione di un nuovo parco giochi, che dovrebbe rappresentare uno spazio funzionale per bambini e famiglie. E proprio su questo tema si è scatenata una discussione molto accalorata tra coloro che hanno accolto positivamente questa novità e quelli che, invece, sostengono che sarebbe meglio sfruttare prima il parco giochi già presente, ritenuto dai più inagibile perché luogo di ritrovo dei tossicodipendenti.
Un tema all’apparenza innocuo che ha scatenato, invece, le pulsioni più profonde di alcuni dei presenti, che con modi aggressivi cercavano di azzittire coloro che a loro parere non erano “veri piranesi” e che, quindi, nonostante fossero residenti come loro di Pirano, non avrebbero avuto diritto di presentare le loro idee, giuste o sbagliate che fossero; mentre coloro che venicano ritenuti cittadini DOC potevano parlare tranquillamente, superando anche i tre minuti concessi all'uditorio.
Durante questa riunione a tornare sono stati, oltre ad una certa intolleranza tipica di quelli che si ritengono “piranesi”, anche i soliti temi: la mancanza di parcheggi, la sporcizia delle strade, l’usurpazione degli spazi da parte dei "foresti" e dei locali, il rumore e la carenza dei servizi.
Barbara Costamagna