
Il deputato al seggio specifico Felice Ziza torna a parlare delle dichiarazioni della ministra delle infrastrutture Alenka Bratušek che in settimana, durante il sopralluogo del cantiere per lo svincolo di Sermino, aveva ribadito il NO all'abolizione del bollino autostradale fra il valico di Scoffie e Capodistria. La ministra Bratušek, che ha chiamato in causa - senza nominarli - i promotori della petizione per abolire la vignetta, la deputata socialdemocratica Meira Hot e il deputato della CNI, aveva detto che non ci sono le basi legali per abolire il bollino e che il Trattato di Osimo non dice nulla riguardo i pedaggi. Intanto la raccolta firme è stata prorogata fino a Pasqua. Al momento la petizione è stata firmata da oltre 5 mila persone. I promotori auspicano di raccoglierne almeno 10mila.
Ai nostri micorofoni il deputato Felice Ziza ribadisce le proprie posizioni in merito alla questione. "Io dico che noi lavoriamo per gli interessi dello Stato. Lavorare per gli interessi dello Stato vuol dire anche lavorare per gli interessi della popolazione generale e in questo caso per la popolazione della regione istriana. È un problema che tentiamo di risolvere da moltissimi anni: si è iniziato subito quando è stata istituito per la prima volta il bollino autostradale dopo il 2010. Abbiamo continuato nel 2018 e nel 2022 e quindi continueremo ancora perché siamo più che convinti di essere dalla parte del giusto. La popolazione stessa lo ribadisce. Il Trattato di Osimo, che è stato stipulato nel 1975 è un’ottima base legale per la Ministra e per il governo sloveno per escludere quindi eliminare in questo momento la vignetta elettronica per il tratto da Scoffie a Capodistria, perché il Presidente della Repubblica italiana Giovanni Leone nel 1976, sulla base del Trattato di Osimo che nell’articolo 5 andava a specificare che l’ex zona A/ex zona B dell’Italia e della Jugoslavia avrebbero sviluppato tutte le infrastrutture e non solo quelle autostradali per lo sviluppo ulteriore del turismo, dell’economia e dell’imprenditoria, senza andare nello specifico del pagamento delle autostrade e dei bollini perché i trattati non servono a questo ma i trattati servono a esplicitare, quindi i valori e principi di base sui quali vanno a fondarsi e ai quali si riferiscono. Quindi il Presidente Leone ha scritto questo decreto, ha emanato il decreto dove toglieva il pagamento dell’autostrada da Monfalcone a Trieste e successivamente da Villesse a Gorizia. Questa cosa poteva farla da subito anche la Repubblica di Slovenia: non l’ha fatto. Noi siamo convinti che, come dicevo, il Trattoto di Osimo è un’ottima base legale per proseguire su questa strada e raggiungere questo obiettivo. Se la Ministra Bratušek non vuole rispettare il Trattato di Osimo ha la possibilità di fare quello che ha fatto a Maribor nel dicembre 2019 con inizio della validità del tratto autostradale della strada veloce di Maribor che passa oltre il centro che ha le stesse caratteristiche della strada veloce H6 da Scoffie a Capodistria e ha fatto una nuova categorizzazione di questo tratto autostradale di strada veloce rendendo la strada regione e quindi togliendola dal sistema del bollino autostradale elettronico. La stessa cosa può essere fatta anche da noi; però da noi ha una base legale fortissima che è un Trattato internazionale e io consiglio che vada piuttosto sulla strada del Trattato che non quella della nuova categorizzazione della strada, perché quella potrebbe veramente aprire un effetto domino in tutta la Repubblica di Slovenia. Un’altra cosa per finire: abbiamo deciso alcuni giorni fa con la deputata Hot di prolungare il periodo della raccolta firme fino al finesettimana di Pasqua in modo da dare la possibilità a tutti i nostri concittadini di firmarsi per la petizione e quindi per raccogliere quante più firme possibile. In questo momento ne abbiamo tra le 5 e le 6 mila. Noi crediamo che dovremmo superare ampiamente le 10, forse anche le 15 mila. Quindi invitiamo tutti perché tutti i nostri concittadini sono interessati a fare questo passo già da anni per i problemi che conosciamo benissimo e quindi li invitiamo a contattare i centri di raccolte firme che verranno nei prossimi giorni ampliati ulteriormente.” (ld)