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All'iniziativa hanno partecipato più relatori, tra rappresentanti del mondo del lavoro, dello stesso Circolo "Istria" e persone in qualche modo legate a questa terribile sciagura, che con commozione e trasporto hanno raccontato la propria personale esperienza con questo tragico avvenimento.
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Il presidente del Circolo "Istria", Ezio Giurcin, ha spiegato che questo, per l'Italia, è un episodio dimenticato:
"Da numerosi anni, con il contributo e l'apporto anche della Comunità degli italiani Giuseppina MartinuzzI di Albona, del Comune di Arsia, dei sindacati della Uil, stiamo promuovendo queste iniziative, per ricordare degnamente i caduti di questa sciagura del 1940. 185 morti, che per troppi, lunghi anni sono stati dimenticati a causa degli accadimenti politici seguiti alla Seconda Guerra Mondiale, del cambio di sovranità in questi territori, per cui la più grande sciagura mineraria avvenuta in territorio italiano, ma che oggi non è più territorio italiano, è una sciagura di cui le autorità ex jugoslave non si sentivano eredi. Di conseguenza questi 185 minatori che hanno perso la loro vita, erano stati dimenticati da tutti. Si dovevano dimenticare, perché la loro memoria non apparteneva, non doveva appartenere a nessuno. Proprio per queste cause di carattere geopolitico, diciamo così. Noi pensiamo, invece, che, proprio per i valori del Circolo "Istria", la missione che il Circolo "Istria" sta portando avanti sin dalla sua costituzione, che il significato del loro sacrificio, vada oltre le divisioni politiche, debba andare oltre ed oggi debba assurgere a simbolo dei valori, della dignità e della sicurezza sul lavoro. Un, simbolo che deve accomunare gli Stati che si affacciano in quest'area, Italia, Slovenia e Croazia, ma che deve accomunare tutti gli Stati, tutte le componenti europee, per cui, da qui, la speranza di cui abbiamo anche parlato questa sera, di poter vedere prima o poi costruito un monumento in ricordo di tutti i martiri del lavoro europei".
Davide Fifaco
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