Foto: Radio Capodistria/Martegani
Foto: Radio Capodistria/Martegani

Il Consiglio di Stato si è espresso sul contenzioso in corso dal novembre 2023 tra i Centri Islamici Baitus Salat e Darus Saalam e il Comune di Monfalcone, sull'utilizzo di tre locali come luoghi di preghiera. Altrettante le sentenze, nelle quali ci si pronuncia a favore dell’appello del Comune e si respinge il ricorso di primo grado proposto dai Centri.

A comunicare l'esito l'europarlamentare ed ex sindaco di Monfalcone Anna Cisint, che ha sempre difeso a spada tratta le ordinanze del comune che avevano imposto la chiusura degli spazi nei quali si sarebbero tenute attività che non avrebbero rispettato la destinazione d'uso prevista (residenziale e commerciale).

Una differente lettura è stata, invece, fornita dal legale dei Centri islamici, Vincenzo Latorraca, che sostiene che in realtà la sentenza conferma il fatto che nei due immobili del centro cittadino è possibile svolgere il culto, visto che il piano regolatore lo consentirebbe. Per quanto riguarda il piazzale dell’ex Hardi di via Primo Maggio, invece, il Consiglio di Stato ha detto che l'edificio e il piazzale esterno sono inagibili e quindi lì non si potrà pregare.

Intanto la maggioranza alla guida del Comune non perde tempo in vista del voto amministrativo che si terrà tra due settimane e già rilancia la campagna elettorale, parlando della necessità di partire dalla sentenza di Monfalcone per bloccare "le moschee irregolari" in tutta Italia.

Barbara Costamagna