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“Probabilmente un'ispezione non ci starebbe male, e forse questa persona con la scuola non dovrebbe più avere niente a che fare”. È il commento di Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega e assessore al comune di Monfalcone, sul caso di Leonardo Primus, dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo 6 di Udine (a cui fanno capo diverse scuole come le secondarie di primo grado Marconi e Bellavitis e alcune scuole primarie e dell'infanzia per un totale di 1090 studenti), finito al centro della bufera per alcuni post di Facebook fortemente critici con le forze politiche e i leader di centro destra, fra gli altri la premier Giorgia Meloni e i ministri Matteo Salvini e Giuseppe Valditara.
Oltre a criticare le forze attualmente al governo in Italia, il dirigente dell’istituto comprensivo aveva anche annunciato di aver cancellato dai propri contatti sul social decine di persone, che avevano manifestato apprezzamento per Giorgia Meloni e Matteo Salvini, fra queste anche alcuni suoi studenti: “Forse - aveva scritto - avevano delle fragilità esistenziali irrisolte che io non avevo capito”.
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Il post risale a più di tre anni fa, ma il caso, rispolverato dal quotidiano il Tempo, che fa riferimento alla destra in Italia, ha sollevato un polverone, e provocato la reazione dell’ex sindaca di Monfalcone, peraltro attaccata direttamente dal dirigente scolastico sempre sul social: “Lo trovo gravissimo – ha detto Cisint in un video su Facebook -: lui può fare quello che vuole nella sua vita, ma lo ha fatto nella Funzione di dirigente scolastico. Depenna i ragazzi, gli studenti di destra, affermando che hanno dei problemi e delle fragilità, e nello stesso tempo offende il Ministro Valditara e il Presidente del Consiglio. Non è più tollerabile che nelle scuole italiane ci sia la politica. Le scuole hanno un altro compito, hanno il compito di aiutare le famiglie a educare i ragazzi, ma nella libertà e nella democrazia delle scelte. Questo non avviene anche a causa di questo dirigente scolastico, e non è l'unico: probabilmente un'ispezione non ci starebbe male e forse questa persona con la scuola non dovrebbe più avere niente a che fare”.
Cisint ha chiesto al ministro dell'Istruzione e del Merito, Valditara, di prendere provvedimenti, ma il caso ha posto nuovamente in primo piano un problema più ampio, quella della definizione dei limiti fra la sfera privata e il ruolo istituzionale di un dirigente dello Stato, e della possibilità o meno dello Stato stesso d’intervenire di fronte a critiche espresse privatamente dai propri dipendenti, oltre al tema, anche questo attuale, della libertà di espressione nel mondo accademico e scolastico.
Alessandro Martegani