Foto: Radio Capodistria/Fifaco
Foto: Radio Capodistria/Fifaco

Un pugno allo stomaco le immagini raccolte dall'associazione israeliana Ta'ayush e proiettate al pubblico; le violenze dei coloni contro i palestinesi documentante con vari filmati vogliono essere un atto di denuncia, ancora più coraggioso perché fatto contro i propri connazionali ed è anche per questo motivo che l'attivista israeliano ha chiesto alla stampa presente di oscurare il suo volto nella pubblicazione delle foto.

Toccanti anche le testimonianze dell'attivista palestinese, impegnato fin dalla giovane età a lottare contro la discriminazione. Battaglie che gli sono già costate otto arresti ed un numero imprecisato di violenze fisiche subite.

Una cruda rappresentazione dell'attuale situazione nella Striscia di Gaza, quella emersa dai racconti di chi queste violenze le vive quotidianamente, in un'iniziativa transfrontaliera legata a Go! 2025, come ci ha spiegato Eleonora Sartori, del Forum Gorizia, che ha contribuito ad organizzare l'incontro:

"L'idea è nata più o meno all'inizio dell'anno, comunque non tanto tempo fa, in quanto noi avevamo comunque pensato di organizzare nel corso del 2025, sfruttando anche l'eco della Capitale europea della Cultura, delle iniziative dedicate ad Alexander Langer. La possibilità di avere i due ospiti è stata un'occasione dell'ultimo momento. Siamo riusciti a incastrare questa tappa, il tour è piuttosto nutrito e quindi siamo riusciti ad averli qua. L'idea nasce principalmente con l'input dalla Fondazione Langer, raccolto dal “Passo giusto” che è una importante realtà editoriale, assieme al Forum Gorizia e quindi a cascata tutte le altre associazioni con cui noi negli anni abbiamo collaborato su varie tematiche, ma che sapevamo avere interesse proprio sull'argomento Alexander Langer. Siamo tutte associazioni che vorremo che il lascito di Alexander Langer si potesse chiudere in un cassetto, in quanto non attuale, ma purtroppo è invece attualissimo. Il punto della convivenza interetnica si può affrontare legandolo a Gaza ed Israele, ma, per esempio, anche qui. Oggi noi viviamo una realtà di “città unica”, come ci piace chiamarla, però non è sempre stato così e quindi abbiamo pensato che organizzare questa iniziativa nel 2025 fosse sposare i valori del premio Langer ed anche della Capitale europea della Cultura".

Davide Fifaco

Foto: Radio Capodistria/Fifaco
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