Foto: BoBo
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Poco meno di 900 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia: è il dato che emerge dall’indagine Beach Litter 2025, condotta da Legambiente in vista della giornata nazionale del mare, fissata l’11 aprile.
In tutta Italia Legambiente ha organizzato la trentacinquesima edizione di “Spiagge e Fondali”, campagna di monitoraggio e pulizia dei rifiuti abbandonati lungo le coste della Penisola, con una serie d’iniziative per sensibilizzare la popolazione sul problema dei rifiuti abbandonati in mare e sulle spiagge, ma l’organizzazione ambientalista ha anche pubblicato uno studio che rivela come il problema dei rifiuti sugli arenili non si stia affatto riducendo.
Nel 2025 su 63 spiagge in 13 Regioni (quasi il doppio rispetto all’edizione del 2024, in cui erano state 33) sono stati raccolti e catalogati oltre 56mila rifiuti, una media di 892 ogni 100 metri di spiaggia.
Rispetto all’edizione del 2024 i dati rivelano un peggioramento del grado di pulizia delle spiagge. Secondo il “Clean Coast Index” (un indicatore utilizzato a livello internazionale che stabilisce il livello di pulizia di una spiaggia sulla base della densità dei rifiuti presenti nelle aree monitorate) il 28 per cento delle 63 spiagge monitorate, contro il 6 per cento del 2024, risulta essere “sporca” o “molto sporca”, mentre calano dal 42 al 27 per cento, rispetto al 2024, le spiagge “molto pulite” e quelle “pulite”, dal 24,2 al 14 per cento.
Fra i materiali rinvenuti primeggia la plastica, che rappresenta il 77,9 per cento degli oggetti rinvenuti, soprattutto oggetti monouso e reti e attrezzi da pesca e acquacoltura; l’8,3 per cento erano vetro o ceramica, il 4,3 carta e cartone, il 3,6 per cento metalli e il 2,4 per cento legno. I mozziconi di sigaretta rappresentano il 7,5 per cento del totale dei rifiuti, ma c’è anche il 5,6 di cotton fioc in plastica, messi al bando in Italia dal 2019.

Alessandro Martegani