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A partire dal 2022, è stata implementata una regolamentazione statale dei prezzi dell'energia elettrica destinata alle utenze domestiche. Tale intervento normativo ha previsto, per un periodo prolungato, l'applicazione di tariffe controllate all'intero volume dei consumi. In occasione della seduta governativa di metà febbraio, l'esecutivo ha deliberato di non prorogare la regolamentazione dei prezzi. Tuttavia, è stato emanato un decreto che esenta le utenze domestiche dal pagamento dei contributi finalizzati a sostenere la produzione di energia elettrica mediante cogenerazione ad alto rendimento e fonti energetiche rinnovabili almeno fino al mese di luglio. Il Ministro dell'Ambiente, del Clima e dell'Energia, Bojan Kumer, ha espresso l'auspicio che, al termine del regime di prezzi controllati, i fornitori applichino tariffe conformi alle dinamiche di mercato. Tale scenario comporterebbe una riduzione dei prezzi rispetto ai listini ordinari, attualmente attestati tra 155 e 165 euro per MWh senza IVA per la tariffa monoraria. In base alla normativa vigente in materia di approvvigionamento di energia elettrica, eventuali aumenti tariffari da parte dei fornitori dovrebbero essere comunicati ai clienti con un preavviso minimo di un mese. Tuttavia, data la previsione di una diminuzione dei prezzi, tale obbligo di preavviso non sussiste. Ciononostante, il Ministero ha sollecitato la sezione dei fornitori di energia elettrica presso la Camera dell'Energia a pubblicare tempestivamente i nuovi listini prezzi. Alcuni fornitori hanno accolto l'invito, presentando le tabelle preziarie valide dal 1° marzo che prevedono tariffe inferiori di circa il 30% rispetto ai listini ordinari attuali e superiori di circa il 40% rispetto ai prezzi regolamentati.

Alessia Mitar