Foto: Pixabay
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Il governo ha introdotto un nuovo "supplemento invernale" per i pensionati, destinato a migliorare leggermente le loro condizioni economiche. Questo bonus, che potrebbe essere attuato entro l'anno o all'inizio del prossimo, varierà tra 150 e 250 euro, a seconda della fascia di appartenenza. Nei prossimi cinque anni, si prevede che vengano rinegoziati alcuni diritti per i pensionati già in pensione. L'introduzione del supplemento invernale è considerata una compensazione per il peggioramento delle condizioni dei pensionati, causato dall'insufficienza degli adeguamenti pensionistici. Secondo i sindacati, il bonus rappresenta una "pillola di consolazione" che, purtroppo, non risolve il problema. L'Unione dei Sindacati dei Pensionati della Slovenia (ZDUS) ha supportato questa misura, sottolineando che molte pensioni sono al di sotto della soglia di povertà. Un pensionato con 40 anni di contributi non dovrebbe ricevere una pensione inferiore alla soglia di povertà di 900 euro. Un cambiamento significativo nelle modalità di calcolo delle pensioni è previsto entro il 2039, con l'introduzione di una nuova formula che considererà maggiormente l'inflazione rispetto ai salari. La Camera dell'Artigianato e dell'Industria (OZS) ha espresso il proprio supporto alla riforma pensionistica, a condizione che non vengano introdotti aumenti delle aliquote contributive e l'obbligo di adesione al secondo pilastro previdenziale. L'OZS ha anche suggerito di escludere dalla manovra le microimprese con meno di tre dipendenti onde evitare ulteriori oneri burocratici. Il Ministro del Lavoro ha evidenziato la necessità di una riforma pensionistica per far fronte all'invecchiamento della popolazione e al cambiamento nel rapporto tra pensionati e lavoratori attivi. Dal 2028, l'età pensionabile dovrebbe aumentare progressivamente, con un periodo di transizione che si concluderà nel 2034. A partire dal 2035, il calcolo delle pensioni terrà conto di 40 anni di contributi, escludendo i cinque anni meno favorevoli.

Corrado Cimador