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Nel servizio che Claudia Raspolič ha preparato per Quarta di copertina, il giornalista Toni Capuozzo presenta il suo libro dal titolo "Piccole patrie".
Il Festival letterario che ha accompagnato la 53-esima Barcolana ha voluto spostare l'attenzione anche sul Dedica Festival, invitando due dei suoi scrittori Bjorn Larsson e Paolo Rumiz.
Presentazione del CD Acanthus delle violiniste Claudia Cancellotti ed Erica Scherl che assieme formano già da diversi anni il duo Les Violons d'Ingres. Si tratta di una pubblicazione che mette assieme diversi mondi sonori di compositori contemporanei da Paul Hindemith fino alla stretta contemporaneità di Cristian Chiappini.
Ospite di Quarta di copertina l'antropologa, ricercatrice e docente universitaria Katja Hrobat Virloget che ha recentemente dato alle stampe un libro, dedicato all'e migrazioni istriane del dopoguerra.
Nel servizio le interviste ad alcuni degli ospiti del festival letterario che ha accompagnato la 53-esima Barcolana. Luisa Antoni intervista Diego Marani e Federica Brunini.
Nel 2021 lo scrittore triestino di etnia slovena Boris Pahor ha celebrato i suoi 108 anni e questo fatto straordinario ha dato l'idea a Fulvio Senardi e Walter Chiereghin di dedicargli un libro collettaneo, un libro che ha trovato un'inedita unione di intenti con la casa editrice slovena Mladika
Nella videoclip l'intervista di Luisa Antoni a Claudio Cattaruzza, curatore del Dedica Festival, ideato da Thesis Associazione Culturale, Nell'intervista Cattaruzza racconta il festival 2021 che ha avuto come grande protagonista Paolo Rumiz.
Link 2021 ha proposto una serie di ospiti molto interessanti, ma la scelta è stata talmente ampia da non poter incontrare e sentire tutti. Nel servizio incontriamo il conduttore televisivo e radiofonico Giorgio Zanchini. A conclusione del festival il direttore editoriale del festival Giovanni Marzini sintetizza per noi un bilancio dell'edizione di Link 2021.
Il CD Giosquino mette assieme una serie di brani che Josquin des Prez ha scritto in Italia, di cui sono interpreti il gruppo vocale virile Odhecaton, diretto da Paolo Da Col, cui si uniscono - secondo le necessità musicali - i Gesualdo six, La Reverdie e la Pifarescha. Quasi 80 minuti di musica che ci portano a scoprire il mondo speciale di Josquin e che hanno valso agli Odhecaton il prestigioso riconoscimento del Diapason d'Or.
Il 2021 ha portato con sé una nuova edizione del festival Link, un festival che vuole parlare di buon giornalismo. Difficile elencare tutti gli ospiti e ancora più difficile riuscire a dare a ognuno il giusto spazio. Noi di Quarta di copertina abbiamo deciso di intervistarne alcuni, anche se in realtà tutti i temi trattati erano estremamente interessanti, sia con gli ospiti in presenza che con quelli da remoto. Nel servizio le interviste all’agronomo ed economista Andrea Segrè e al giornalista sportivo Paolo Condò, mentre Alberto Sassonia di SpazioUau ci racconta i laboratori che Link ha dedicato ai giovani.
Quarta di copertina presenta il CD dal titolo Lo splendore di Venezia. Si tratta di un CD che raccoglie 16 brani strumentali di compositori, legati allo splendore veneziano dai più famosi come Andrea e Giovanni Gabrieli e Claudio Monteverdi per arrivare a nomi poco presenti nei concerti di oggi come, ad esempio, Sebastiano Chilese e Pietro Lappi. Protagonista del CD, pubblicato dalla PanClassics è il gruppo La Pifarescha, un ensemble ben presente sulla scena concertistica italiana e internazionale che spesso collabora anche con altre compagini strumentali e vocali.
Le terre dell'Adriatico orientale sono state uno dei laboratori della violenza politica del ʼ900: scontri di piazza, incendi, ribellioni militari come quella di D'Annunzio, squadrismo, conati rivoluzionari, stato di polizia, persecuzione delle minoranze, terrorismo, condanne del tribunale speciale fascista, pogrom antiebraici, lotta partigiana, guerra ai civili, stragi, deportazioni, fabbriche della morte come la Risiera di San Sabba, foibe, sradicamento di intere comunità nazionali. Queste esplosioni di violenza sono state spesso studiate con un'ottica parziale, e quasi sempre all'interno di una storia nazionale ben definita – prevalentemente quella italiana o quella jugoslava (slovena e croata) –, scelta questa che non può che originare incomprensioni e deformazioni interpretative. Infatti, è solo applicando contemporaneamente punti di vista diversi che si può sperare di comprendere le dinamiche di un territorio plurale come quello dell'Adriatico orientale, che nel corso del '900 oscillò fra diverse appartenenze statuali. Inoltre, le versioni offerte dalle singole storiografie nazionali non fanno che rafforzare le memorie già a suo tempo divise e rimaste tali generazione dopo generazione. Sono maturi i tempi per tentare di ricostruire una panoramica complessiva delle logiche della violenza che hanno avvelenato – non solo al confine orientale – l'intero Novecento.
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