
Il ministro Mesec nel suo intervento ha sottolineato il contributo dei rom alla cultura slovena, in particolare alla musica."La storia dei Rom non è solo una storia di incomprensione, esclusione e persecuzione - è anche una storia di musica, di persone buone e di magia," ha detto. Ha insistito sulla necessità, per la società, di passare dagli stereotipi negativi al riconoscimento delle storie positive. Come buon esempio di convivenza, ha citato l'insediamento di Pušča presso Murska Sobota, che ha anche visitato in giornata. L'asilo, un'associazione di vigili del fuoco, un parco giochi e una comunità che potrebbe rendere orgogliosa qualsiasi città, ha detto Mesec. Il ministro ha parlato anche delle sfide che riguardano l'occupazione dei rom, facendo appello a una maggiore apertura da parte dei datori di lavoro. Ha ricordato che attualmente è aperto il bando per l'assunzione sovvenzionata dei rom, ma nel sud-est della Slovenia è difficile trovare datori di lavoro disposti a collaborare. Serve consenso da entrambe le parti, anche delle autorità locali.
Il presidente dell'Unione dei rom della Slovenia Jožek Horvat Muc, nel suo discorso, ha ricordato il significato simbolico del primo congresso mondiale dei Rom tenutori a Londra l'8 aprile del 1971, durante il quale furono gettate le basi dell'identità rom moderna. La giornata di quest'anno, ha detto, è dedicata al simbolo dell'autoconsapevolezza dei Rom. Horvat Muc ha inoltre richiamato l'attenzione sulle sfide contemporanee affrontate dalla comunità, dal crescente discorso d'odio e intolleranza, ai tentativi di interferire con l'autonomia della comunità stessa e per questo motivo ha ribadito è neccesario restare uniti.
Horvat Muc ha sottolineato alcuni sviluppi positivi dell'ultimo anno, come la modifica della legge sul finanziamento dei comuni, che prevede fondi mirati destinati alla popolazione rom. Ha evidenziato l'importanza della partecipazione della comunità rom all'elaborazione di soluzioni legislative e ha sottolineato la necessità di un uso più efficace dei fondi per migliorare le infrastrutture negli insediamenti rom. Le condizioni sul campo restano difficili, in particolare per quanto riguarda l'istruzione, l'accesso ai beni essenziali, come l'acqua, e la partecipazione dei Rom alla vita delle comunità locali. Secondo i dati dell'Unione dei rom in Slovenia la comunità conta circa 12 mila persone, che vivono nelle aree del Prekmurje, Dolenjska, Posavje e Bela krajina. (ld)