Dopo la seduta costitutiva di metà giugno e l’elezione di Ennio Forlani e Cristina Fattori rispettivamente a presidente e vicepresidente, ieri sera il Consiglio ha proceduto con la nomina degli altri sette membri della presidenza e con quella del Comitato dei garanti, quest’ultimo composto da cinque persone esterne all’organismo. Per quanto riguarda il programma di lavoro, adottato temporaneamente quello del precedente mandato mentre tutti i consiglieri sono stati invitati a proporre linee programmatico-operative da includere nei piani di lavoro per il prossimo quadriennio.
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Alcune di queste sono emerse già ieri sera e sono state riassunte dal presidente Forlani: “Ci sono tanti campi dove noi dobbiamo e possiamo agire; noi siamo la memoria storica del territorio ed è appunto qua che dobbiamo inserirci per difendere la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra lingua e l’identità, il nostro vivere ed essere”. Gianclaudio Pellizzer, è tornato a ricordare l’importanza di un lavoro sinergico da compiere assieme ai sindaci e vicesindaci italiani, ai rappresentanti della Regione e a tutte le istituzioni e associazioni della CNI mentre Gianfranca Šuran ha sollecitato tutti “a essere maggiormente presenti là dove c’è il rischio che siano lesi i nostri diritti acquisiti, la nostra pratica quotidiana sul territorio”.
Oltre che all’esempio della proposta di Legge sulla lingua croata che fino a ieri era in dibattito pubblico e che potrebbe mettere in pericolo l’ufficialità dell’italiano in regione, la Šuran ha evidenziato pure quello di Istrapedia, l’enciclopedia internet regionale. “Se fino a qualche anno fa era un portale che offriva la ricerca bilingue da un po’ di tempo si è trasformato in un portale essenzialmente in lingua croata; qui dobbiamo prenderci un po’ di colpa perché se non siamo noi a promuovere la nostra storia, i nostri personaggi illustri, a scrivere noi di loro in lingua italiana, a pubblicare noi le notizie non possiamo pretendere che sia la maggioranza a pensare alla nostra sopravvivenza”, ha affermato la Šuran esprimendo preoccupazione perché ha detto: “Stiamo perdendo terreno di giorno in giorno, stiamo perdendo ogni giorno un tassello della nostra soggettività sul territorio”.
(lpa)
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